No fire

Novaglass propone al mercato una gamma completa di prodotti Certificati No-Fire, impiegati con successo in oltre 40 Paesi del mondo. L’esperienza maturata negli ultimi vent’anni ha permesso a Novaglass di offrire ai propri Clienti una gamma completa di membrane impermeabilizzanti certificate dai più prestigiosi Laboratori Europei.

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No fire

Copertura impermeabilizzante che protegge dagli incendi

Comportamento al fuoco

Premessa

Come proteggere dal fuoco il manto impermeabile a vista

Uno dei punti deboli dell’edificio nei confronti di un incendio è rappresentato dalla copertura, poiché le fiamme tendono a salire verso l’alto e possono essere facilmente alimentate dalle strutture stesse del tetto. La tecnologia e la normativa sulla prevenzione degli incendi e sulla protezione dal fuoco all’interno degli edifici è molto avanzata, ma non va trascurato che un incendio può originarsi anche da fattori esterni e svilupparsi sul tetto a causa di tizzoni ardenti portati dal vento provenienti da incendi di edifici vicini. Anche la presenza di sistemi fotovoltaici, con relativa cablatura, è un fattore di rischio, seppur minimo, che deve essere considerato.
Novaglass, coerentemente con la propria Politica di Qualità, ha investito in innovazione e sviluppo nel campo della sicurezza e affidabilità dei propri prodotti.
La collaborazione con i maggiori Laboratori di Certificazione Svedesi (SP) e Tedeschi (MPA), ha favorito l’acquisizione di una “esperienza sul campo” per quanto riguarda le problematiche relative alla resistenza al fuoco delle membrane bitume polimero.
Oggi Novaglass può proporre al mercato una gamma completa di prodotti Certificati No-Fire, impiegati con successo in oltre 40 Paesi del mondo.

Il fuoco e l’incendio

L’incendio è una reazione di combustione che avviene in modo violento ed incontrollabile.
L’origine del fuoco, e dell’incendio che ne deriva, è dovuto alla contemporanea presenza di tre elementi:

– un combustibile: ciò che brucia;

– un comburente: ciò che permette la combustione (ossigeno);

– una causa di innesco: scintilla o altra causa.

Una volta innescato, le fasi dell’incendio hanno una durata e uno sviluppo in funzione della quantità e delle caratteristiche dei materiali combustibili coinvolti, della distanza fra i vari materiali combustibili, nonché della quantità di comburente presente.
Il “carico d’incendio” è un indice che stima il grado di pericolosità e di intensità dei possibili incendi.
Il fuoco si alimenta solo in presenza di un’adeguata quantità di comburente, generalmente l’ossigeno con-
tenuto nell’aria, purché la sua concentrazione non scenda sotto il generico valore del 14% (variabile in
funzione del tipo di combustibile).
Esistono casi in cui diverse sostanze contengono nella loro molecola una sufficiente quantità di ossigeno, per
bruciare senza alcun apporto dall’esterno e quindi anche in assenza d’aria: le più note tra queste sono le sostanze esplosive e la celluloide.
Quando, per cause accidentali o dolose si ha sviluppo di fuoco e fiamme si può generare un vero e proprio incendio. Un incendio avviene con una sequenza di 4 fasi in funzione della temperatura nella zona interessata e del trascorrere del tempo.

Prima propagazione o innesco

Nella fase iniziale l’incremento della temperatura è molto lento e quasi lineare a causa delle scarse quantità di materiale combustibile coinvolte e soprattutto a causa della grande dispersione termica dovuta all’ambiente ancora freddo, al notevole assorbimento da parte di muri, pareti e soffitti, ed all’evaporazione dell’umidità nei materiali presenti, compresi quelli non combustibili quali cemento e laterizi.

Flash over

In questa fase l’andamento della temperatura subisce un brusco rialzo e l’incremento assume un andamento esponenziale. Si raggiunge inizialmente una temperatura tale da provocare una abbondante produzione di gas di distillazione originata dai prodotti combustibili che, combinata con l’aria presente, forma una miscela infiammabile, innescata a sua volta dalla temperatura dell’ambiente cioè dalla quantità di calore fino a quel momento prodotta. Da questo punto in poi l’incendio coinvolge componenti essenzialmente gassose che rendono molto veloce la propagazione fino al coinvolgimento di tutti i prodotti combustibili presenti. La quantità di calore presente nell’ambiente raggiunge livelli tali che i fenomeni di dispersione risultano quasi trascurabili mentre tutta l’umidità residua viene eliminata molto velocemente. La fase di flash-over comporta un incremento della temperatura fino al raggiungimento di 500/600°C in un tempo che può variare da 5 a 25 minuti in funzione del tipo di combustibile e, soprattutto della quantità di comburente disponibile.

Incendio generalizzato o totale

In questa fase tutto quanto è infiammabile partecipa alla combustione e la temperatura continua a salire alimentata dalla notevole quantità di calore prodotta. La dispersione nell’ambiente è limitata mentre comincia ad assumere importanza la trasmissione di calore attraverso le pareti ed i soffitti a causa dell’enorme differenza di temperatura fra i divisori e l’ambiente esterno. L’incendio totale comporta il raggiungimento di temperature che superano i 900 °C e possono arrivare anche oltre i 1.100°C e l’aumento di tali temperature risulta costante fino al teorico raggiungimento di un equilibrio termico fra ambiente coinvolto nell’incendio (interno) ed ambiente esterno.

Raffreddamento o estinzione

In questa fase il materiale combustibile comincia ad esaurirsi mentre la dispersione (attraverso pareti ed aperture) assume un’importanza rilevante.
La temperatura comincia a regredire con un andamento prima lento e regolare poi sempre più veloce fino a raggiungere temperature di 200/300°C dovute più all’effetto radiante delle superfici calde delle strutture che a nuove combustioni in atto.

Norma europea

La Norma Europea

Per agevolare il progettista e l’applicatore nella valutazione e scelta della migliore soluzione per il pacchetto impermeabilizzante che si deve realizzare, è necessario conoscere alcuni aspetti fondamentali dell’attuale Normativa Europea sulla resistenza al Fuoco.

Prestazioni in caso di Fuoco Esterno

La resistenza al fuoco rappresenta la caratteristica dei prodotti e delle opere da costruzione di conservare determinate caratteristiche meccaniche per un certo tempo durante un incendio.

Le membrane bitume polimero con “Certificato di Classificazione di Resistenza al Fuoco Esterno” in base alla Norma EN13501-5 hanno superato i test secondo la norma EN1187.
La Norma EN1187 è la Norma Europea che ha recepito i 4 differenti tipi di test previsti nelle precedenti norme tedesca, svedese, francese ed inglese.
Sono pertanto previste 4 differenti prove, su sistema impermeabilizzante:
t1 – Innesco con tizzoni ardenti
t2 – Innesco con tizzoni ardenti e vento
t3 – Innesco con tizzoni ardenti, vento e somministrazione di calore
t4 – Somministrazione di calore e successivo innesco con tizzoni ardenti in presenza di vento

In base al superamento o meno dei test, la membrana utilizzata sul sistema impermeabilizzante testato, viene classificata Resistente al Fuoco:
– classe B roof t1
– classe B roof t2
– classe B, C, D roof t3,
– classe B, C, D, E roof t4

Nota:
Le classificazioni Broof t1, t2, t3, t4 sono equivalenti.
Nelle norme e nella pratica le diverse classificazioni non sono assolutamente da considerarsi una superiore dell’altra.

Qualora la membrana non sia stata testata, sulla scheda tecnica si riporta la voce Froof.

I test per la Determinazione della Prestazione in caso di Fuoco Esterno devono essere eseguiti presso Laboratori Accreditati per il rilascio delle Certificazioni.
Ogni Paese continua comunque a dare maggior importanza al tipo di test che veniva eseguito prima dell’entrata in vigore della Norma Europea.
Germania e Austria prendono maggiormente in considerazione membrane certificate Broof (t1), mentre i Paesi Scandinavi fanno riferimento a Broof (t2), Francia e Belgio a Broof (t3), Gran Bretagna a Broof (t4).

Reazione al fuoco

La reazione al fuoco rappresenta il grado di partecipazione di un materiale combustibile all’incendio al quale è sottoposto.
La Classificazione derivata dalla Direttiva 89/106/CEE divide i materiali da costruzione in sette classi, inserendo al primo posto i materiali incombustibili, poi i materiali infiammabili e all’ultimo i materiali le cui prestazioni non sono determinate: A1, A2, B, C, D, E, F.

Le membrane bitume polimero con Certificato di Reazione al Fuoco in base alla Norma EN13501-1 hanno superato il test secondo la Norma EN11925-2 “Prova con l’impiego di singola fiamma”.
Il test EN11925-2 consiste nell’applicare alla superficie della membrana una fiamma “normalizzata”, (ovvero che deve rispondere a determinati parametri tipo composizione gas, mix aria-gas, tempo di esposizione, pressione, ecc.); l’eventuale innesco della fiamma sulla membrana ed emissione di fumi ecc. deve essere contenuto entro determinati parametri.

In base al superamento o meno dei test, la membrana utilizzata sul sistema impermeabilizzante testato, viene classificata Resistente al Fuoco: Classe E

Nota: La classe E è l’unica classe applicabile alle membrane impermeabilizzanti, mentre le classi superiori (A, B, C, D) sono applicabili esclusivamente agli altri materiali come pareti, pavimenti, rivestimenti, ecc

Qualora la membrana non sia stata testata, sulla scheda tecnica deve essere riportata la classe F.

I test per la Determinazione della Classe di Reazione al Fuoco devono essere eseguiti presso Laboratori Accreditati per il rilascio delle Certificazioni.

Applicazione delle Norme

In Italia non vige nessun obbligo di certificare le membrane in caso di fuoco esterno o di resistenza al fuoco, a differenza di moltri altri Paesi della comunità Europea dove sono invece richieste queste specifiche caratteristiche.

Unica eccezione è l’installazione di impianti fotovoltaici dove è necessario garantire delle caratteristiche specifiche indicate nella circolare dei Vigili del Fuoco n. 1324 del 7 febbraio 2012 “Guida per l’installazione degli impianti fotovoltaici” – Edizione Anno 2012 e nella successiva nota di chiarimento n. 6334 del 4 maggio 2012.

Nel caso di impianti fotovoltaici di qualunque tipo, questa circolare introduce alcune novità: in particolare introduce l’obbligatorietà della certificazione al fuoco Broof (t2), Broof (t3) e Broof (t4) nel caso di pannelli fotovoltaici di classe 2 o equivalente di reazione al fuoco.

Membrane no-fire

Le soluzioni Novaglass: Membrane certificate No-Fire

L’esperienza maturata negli ultimi vent’anni ha permesso a Novaglass di offrire ai propri Clienti una gamma completa di membrane impermeabilizzanti certificate dai più prestigiosi Laboratori Europei.
MPA Nordrhein Westfalen (Germania)
SP (Svezia)
Lapi Warrington Fire (Italia)
Exova Warrington Fire (Regno Unito)
Cert (Italia)
MPA Stuttgart (Germania)
Universitat Karlsruhe (Germania)

Unica azienda in Italia a certificare le proprie membrane resistenti al fuoco sin dal 1987, Novaglass ha sviluppato un background unico nel settore delle impermeabilizzazioni, che le permette di proporre soluzioni adeguate per qualsiasi tipo di progetto.
Le membrane NO-FIRE Novaglass soddisfano le norme Europee alla protezione dal fuoco esterno in quanto certificate in Classe Broof secondo la Norma EN13501-5.
La tecnologia No-Fire sviluppata dai laboratori di ricerca Novaglass impedisce il propagarsi delle fiamme, grazie alla reazione chimica che avviene sulla superficie della membrana attaccata dal fuoco.

Vantaggi delle membrane No-Fire

A – Nessuna alterazione delle caratteristiche tecniche del prodotto

B – Il sistema mantiene inalterate nel tempo le sue capacità di protezione al fuoco

C – Le membrane vengono applicate a fiamma come qualsiasi membrana bitume polimero, poichè il principio antifuoco non viene attivato durante l’applicazione

Requisiti delle membrane bitume polimero applicate su tetti che supportano Impianti Fotovoltaici

A seguito dell’emanazione della nota dei Vigili del Fuoco su “Guida per l’installazione degli Impianti Fotovoltaici” del 7 febbraio 2012, che riporta indicazioni sulla caratteristiche di Resistenza al Fuoco delle coperture che prevedono pannelli fotovoltaici, è necessario procedere alla scelta dei materiali che andranno a comporre il pacchetto impermeabilizzante con la massima attenzione.

La Direttiva dei Vigili del Fuoco prevede che:

Nel caso si intenda tenere conto della classe di resistenza agli incendi esterni dei tetti, delle coperture di tetti e della classe di reazione al fuoco del modulo fotovoltaico, possono ritenersi accettabili, in generale, i seguenti accoppiamenti:

– tetti classificati Froof e pannello FV di classe 1 o equivalente di reazione al fuoco;

– tetti classificati Broof (t2, t3, t4) e pannello FV di classe 2 o equivalente di reazione al fuoco;

– strati ultimi di copertura (impermeabilizzazioni o/e pacchetti isolanti) classificati Froof o F installati su coperture EI 30 e pannello FV di classe 2 o equivalente di reazione al fuoco.

La Classificazione

La Classificazione dei tetti e delle coperture di tetti deve far riferimento alle procedure di attestazione della conformità applicabili (marcatura CE) o, in assenza di queste, a dichiarazione del produttore sulla base di rapporto di prova rilasciato da laboratorio Italiano autorizzato ai sensi del decreto del Ministero dell’interno 26 marzo 1985, ovvero altro laboratorio, riconosciuto in uno dei Paesi dell’Unione Europea o dei Paesi contraenti l’accordo SEE.

Ai fini della valutazione della classe di resistenza agli incendi esterni dei tetti e delle coperture dei tetti si fa presente che è stata pubblicata nel febbraio 2012 la versione UNI CEN/TS 1187 in sostituzione della UNI ENV 1187:2007 citata nella guida tecnica.

Guida pratica

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