Certificazioni ambientali: un approccio strutturato alla sostenibilità in edilizia
Nel panorama edilizio contemporaneo, le certificazioni ambientali internazionali rappresentano uno strumento sempre più centrale per progettisti, architetti e ingegneri
Nel panorama edilizio contemporaneo, le certificazioni ambientali internazionali rappresentano uno strumento sempre più centrale per progettisti, architetti e ingegneri. Non si tratta più soltanto di attestare la sostenibilità di un edificio, ma di integrare criteri ambientali, energetici e di benessere all’interno del processo progettuale, con un approccio strutturato e riconosciuto a livello globale.
Perché le certificazioni ambientali sono sempre più rilevanti
L’evoluzione normativa europea (in particolare con la revisione della EPBD) e la crescente attenzione agli impatti ambientali del costruito stanno spingendo il settore verso standard sempre più stringenti. In questo contesto, le certificazioni ambientali si configurano come strumenti operativi per guidare le scelte progettuali, migliorare le prestazioni degli edifici e dimostrare in modo oggettivo il raggiungimento di determinati obiettivi.
Non si tratta solo di efficienza energetica: questi protocolli valutano un insieme ampio di parametri, tra cui il ciclo di vita dei materiali, la gestione delle risorse idriche, la qualità dell’aria interna, il comfort degli occupanti e l’impatto complessivo sull’ambiente.
I principali protocolli internazionali
LEED e BREEAM: i riferimenti globali
Tra i sistemi più diffusi a livello internazionale troviamo LEED (Leadership in Energy and Environmental Design) e BREEAM (Building Research Establishment Environmental Assessment Method).
La versione LEED v4.1 ha introdotto un approccio più orientato alle performance reali degli edifici, mentre la più recente LEED v5 segna un ulteriore passo avanti, con un forte focus su decarbonizzazione, resilienza climatica e impatti lungo l’intero ciclo di vita.
BREEAM v6, invece, si distingue per una struttura consolidata e per una forte integrazione con il contesto europeo, con particolare attenzione a economia circolare, durabilità e gestione sostenibile del sito
Altri sistemi di certificazione rilevanti
Accanto a LEED e BREEAM, esistono altri protocolli che stanno acquisendo crescente rilevanza, anche in funzione della tipologia di progetto o del contesto geografico:
- WELL Building Standard: focalizzato sul benessere e sulla salute degli occupanti, valuta aspetti come qualità dell’aria, illuminazione, comfort acustico e accesso a spazi salubri.
- DGNB (Deutsche Gesellschaft für Nachhaltiges Bauen): sistema tedesco basato su un approccio olistico che considera l’intero ciclo di vita dell’edificio, con particolare attenzione agli aspetti economici e ambientali.
- HQE (Haute Qualité Environnementale): diffuso in ambito francese, pone l’accento sulla qualità ambientale complessiva dell’edificio, includendo comfort e gestione sostenibile delle risorse.
- ITACA (in ambito italiano): utilizzato per la valutazione della sostenibilità degli edifici a livello nazionale e regionale, in linea con i criteri ambientali minimi (CAM).
Questi sistemi, pur con differenze metodologiche, condividono un obiettivo comune: promuovere un’edilizia più sostenibile, misurabile e trasparente.
Il ruolo dei materiali nel processo di certificazione
Per i professionisti del settore, la scelta dei materiali rappresenta uno degli aspetti più strategici per il raggiungimento dei crediti richiesti dai protocolli di certificazione. Non è sufficiente selezionare prodotti “green” in senso generico: è necessario che le prestazioni ambientali siano supportate da dati verificabili e documentazione tecnica.
Strumenti come le EPD (Environmental Product Declaration), le certificazioni di contenuto riciclato e le schede tecniche dettagliate permettono di quantificare il contributo dei materiali ai diversi crediti, facilitando il lavoro di progettazione e rendendo il processo più efficiente.
L’approccio di Soprema alle certificazioni ambientali
In questo scenario, Soprema ha sviluppato un approccio strutturato per supportare progettisti e prescrittori nel percorso verso la certificazione. L’azienda ha infatti realizzato la mappatura completa della propria gamma prodotti rispetto ai requisiti LEED v4.1 e BREEAM v6, consentendo di identificare in modo chiaro e immediato i contributi ai diversi crediti.
Questo strumento rappresenta un supporto concreto in fase progettuale, permettendo di ridurre i tempi di analisi e di selezionare le soluzioni più coerenti con gli obiettivi di sostenibilità del progetto.
Parallelamente, Soprema sta già lavorando all’evoluzione dei protocolli: la mappatura per LEED v5 è attualmente in fase di sviluppo, in linea con le nuove esigenze del mercato e con l’evoluzione normativa.
Le certificazioni come leva progettuale
Le certificazioni ambientali non devono essere considerate come un semplice riconoscimento finale, ma come una vera e propria guida progettuale. Integrarle fin dalle prime fasi consente di orientare le scelte tecniche in modo più consapevole, migliorando le prestazioni complessive dell’edificio e aumentando il valore dell’intervento nel tempo.
Per progettisti, architetti e ingegneri, questo significa adottare un approccio integrato, in cui sostenibilità, qualità costruttiva e durabilità diventano elementi interconnessi.
Verso un’edilizia sempre più strutturata e misurabile
Il crescente utilizzo di protocolli come LEED, BREEAM e degli altri sistemi internazionali testimonia una trasformazione profonda del settore delle costruzioni. La sostenibilità non è più un elemento accessorio, ma un requisito strutturale del progetto.
In questo contesto, la disponibilità di strumenti tecnici, dati certificati e mappature dedicate – come quelle sviluppate da Soprema – rappresenta un valore aggiunto concreto per i professionisti, facilitando il raggiungimento degli obiettivi di certificazione e contribuendo alla realizzazione di edifici più performanti, durevoli e allineati agli standard internazionali.

