Che cosa è una EPD?
Guida alle Dichiarazioni Ambientali di Prodotto
Per molti anni, la sostenibilità nel settore delle costruzioni si è concentrata soprattutto sulle prestazioni degli edifici durante la fase d’uso. Con il progressivo miglioramento dell’efficienza energetica, però, è emerso un altro tema centrale: l’impatto ambientale e climatico dei materiali che compongono un edificio, ancora prima che questo venga costruito.
Questo impatto viene spesso definito carbonio incorporato (embodied carbon) e comprende tutte le emissioni associate al ciclo di vita dei materiali: dall’estrazione delle materie prime e dalla produzione, fino al trasporto e alla gestione del fine vita.
Storicamente, però, questo impatto era difficile da individuare e ancora più complesso da quantificare. Le dichiarazioni ambientali erano molto eterogenee, i dati poco uniformi e confrontare in modo significativo prodotti diversi risultava complicato.
È in questo contesto che sono nate le Dichiarazioni Ambientali di Prodotto, o EPD (Environmental Product Declaration).
A cosa serve un’EPD?
Un’EPD è uno strumento concreto che permette alle aziende di documentare in modo trasparente le prestazioni ambientali dei propri prodotti.
Così come le confezioni alimentari riportano informazioni nutrizionali, le EPD possono essere considerate una sorta di “etichetta ambientale” dettagliata e verificabile, che descrive l’impatto di un prodotto lungo il suo ciclo di vita.
Un’EPD fornisce informazioni su come viene realizzato un prodotto, comprese le materie prime utilizzate, le fonti energetiche e i processi produttivi coinvolti.
È importante sottolineare che le EPD non sono documenti di marketing. Sono basate su una valutazione del ciclo di vita (LCA – Life Cycle Assessment) e, nella maggior parte dei casi, vengono sottoposte a verifica indipendente da parte di un soggetto terzo.
Questo contribuisce a garantire dati credibili e utilizzabili da progettisti, prescrittori, enti di controllo, committenti e altri operatori del settore.
Perché le EPD specifiche di prodotto fanno la differenza
Molti produttori utilizzano ancora dati generici o valori medi di settore. Queste informazioni possono essere utili nelle prime fasi della progettazione, ma non permettono di comprendere con precisione come si comporti uno specifico prodotto rispetto a quello di un altro produttore.
I valori medi possono infatti nascondere differenze significative e limitare la possibilità di prendere decisioni realmente consapevoli.
Una EPD specifica di prodotto, al contrario, si basa su dati reali relativi a un determinato prodotto e al suo processo produttivo.
Con la crescente attenzione verso la sostenibilità, la disponibilità di informazioni accurate diventa sempre più importante. Le EPD specifiche di prodotto consentono di ottenere:
- confronti più significativi tra prodotti;
- valutazioni più accurate del carbonio incorporato;
- maggiore affidabilità nella fase di specifica progettuale;
- dichiarazioni ambientali più chiare, trasparenti e documentabili.
In SOPREMA Italia questi principi vengono già applicati concretamente. Attualmente sono disponibili 20 Dichiarazioni Ambientali di Prodotto (EPD) relative a diverse soluzioni per l’impermeabilizzazione e l’isolamento, con l’obiettivo di mettere a disposizione di progettisti, prescrittori e committenti dati ambientali trasparenti, verificabili e affidabili.
Per comprendere perché le EPD specifiche di prodotto consentano ai progettisti di prendere decisioni più informate, è utile analizzare il quadro normativo e metodologico su cui si basano.
Il quadro di riferimento delle EPD
Alla base di ogni EPD vi è un insieme di norme e regole che garantiscono che le informazioni siano corrette, coerenti e confrontabili.
La ISO 14025 rappresenta uno dei principali riferimenti. ISO è l’International Organization for Standardization e definisce standard internazionali applicabili a numerosi settori, dai prodotti ai processi di gestione.
La norma ISO 14025 stabilisce il quadro generale per le dichiarazioni ambientali di Tipo III, assicurando che le informazioni ambientali vengano comunicate secondo criteri omogenei.
A questo quadro si affiancano le Product Category Rules (PCR), ovvero le Regole di Categoria di Prodotto, che traducono i principi generali in criteri specifici per determinate categorie di prodotti.
Le PCR stabiliscono quali parametri devono essere misurati, con quali metodologie e in quale forma devono essere presentati i risultati.
In questo modo, prodotti che svolgono la stessa funzione vengono valutati secondo criteri coerenti, rendendo i confronti più trasparenti e affidabili.
Nel settore delle costruzioni, uno dei riferimenti principali è la EN 15804, che definisce le regole di base per le dichiarazioni ambientali dei prodotti da costruzione.
In sintesi:
- ISO 14025 definisce i principi generali delle dichiarazioni ambientali di Tipo III;
- le PCR, come la EN 15804 per i prodotti da costruzione, traducono questi principi in regole specifiche di calcolo e rendicontazione;
- l’EPD è il documento finale standardizzato che comunica in modo trasparente e comparabile gli impatti ambientali del prodotto.
Come viene realizzata un’EPD
Lo sviluppo di un’EPD parte da una valutazione del ciclo di vita (LCA), realizzata in conformità alle PCR applicabili.
L’analisi considera gli impatti ambientali del prodotto lungo le diverse fasi del suo ciclo di vita: approvvigionamento delle materie prime, produzione, trasporto, utilizzo e fine vita.
I risultati dell’LCA vengono quindi utilizzati per predisporre una bozza di EPD.
Il documento viene successivamente sottoposto alla verifica di esperti indipendenti, che controllano l’accuratezza e la coerenza dei dati e la conformità agli standard di riferimento.
Una volta completata la verifica, l’EPD viene pubblicata e può essere utilizzata per comunicare in maniera chiara, trasparente e documentata le prestazioni ambientali del prodotto.
Il futuro delle EPD nel settore delle costruzioni
La domanda di EPD continua a crescere parallelamente all’evoluzione delle normative, dei criteri di approvvigionamento e delle aspettative del mercato.
Sempre più progetti richiedono dati ambientali verificati a livello di prodotto, sia per supportare il calcolo dell’impronta di carbonio degli edifici sia per rispondere ai requisiti dei principali protocolli di sostenibilità.
In Europa, il quadro normativo sta progressivamente evolvendo verso una maggiore disponibilità di dati ambientali verificati, standardizzati e digitalizzati relativi ai prodotti da costruzione.
In questo scenario, le EPD verificate da terze parti svolgono un ruolo fondamentale: mettono a disposizione dati trasparenti e confrontabili lungo il ciclo di vita, riducendo il ricorso a valori generici o a stime.
Con 20 EPD già disponibili, SOPREMA Italia mette a disposizione del mercato strumenti concreti per supportare la progettazione sostenibile e rispondere in modo sempre più puntuale alle esigenze di progettisti, committenti e protocolli ambientali.
Con la crescente importanza dei dati ambientali a livello di singolo prodotto, produttori e progettisti che investono fin da ora in valutazioni del ciclo di vita affidabili saranno meglio preparati a rispondere alle future esigenze di conformità, competitività e decarbonizzazione del settore delle costruzioni.

