Impermeabilizzare le fondazioni: le sfide del cantiere e i vantaggi delle soluzioni liquide

Le fondazioni sono esposte all’umidità del terreno e, in alcuni casi, alle infiltrazioni d’acqua. Proteggerle fin dalla costruzione è essenziale: dopo il rinterro, individuare e riparare un problema su una parete controterra diventa molto più complesso

Ogni intervento parte da una domanda: con quanta acqua entrerà in contatto la struttura? La risposta dipende dalle caratteristiche del terreno, dalla presenza di una falda, dalla possibilità che l’acqua ristagni accanto alle pareti e dalle condizioni in cui sarà eseguito il rinterro. Sono fattori che incidono sulla scelta del metodo di impermeabilizzazione e che vanno valutati già in fase di progetto.

I vantaggi dell’impermeabilizzazione liquida

L’impermeabilizzazione liquida viene applicata direttamente sulla superficie e, dopo l’essiccazione, forma un rivestimento continuo. Segue il profilo del supporto e consente di trattare anche punti dalla geometria complessa, come angoli, raccordi e attraversamenti.

Questa versatilità è utile sulle pareti controterra, dove la qualità dei dettagli conta quanto quella delle superfici più estese. La continuità del rivestimento elimina le giunzioni tra teli, ma richiede una posa accurata: il supporto deve essere preparato correttamente e il prodotto deve essere applicato nelle quantità e nelle condizioni previste.

La scelta, inoltre, deve tenere conto delle sollecitazioni dell’opera. L’umidità del terreno e una forte pressione d’acqua sono condizioni diverse e richiedono soluzioni adeguate a ciascun caso.

ALSAN FLASHING EASYLASTIC TOP per i muri controterra

Per l’impermeabilizzazione dei muri controterra, SOPREMA propone ALSAN FLASHING EASYLASTIC TOP, una resina bituminosa monocomponente in emulsione acquosa, formulata con resine elastomeriche, carica al quarzo e additivi antiradice. Si applica senza fiamma, a rullo, pennello, racla o airless, e aderisce a diversi materiali da costruzione, tra cui il calcestruzzo.

Il prodotto è conforme alla EN 15814, la norma di riferimento per i rivestimenti impermeabilizzanti di elevato spessore a base di bitume modificato con polimeri. Non è indicato, invece, per supporti soggetti a controspinta o a forte pressione d’acqua: in queste situazioni occorre prevedere un sistema impermeabile adatto alle condizioni della struttura.

Dalla posa al rinterro: proteggere l’intero sistema

Prima dell’applicazione, la parete deve essere coesa, asciutta e pulita. Polvere, grassi, sali e irregolarità possono compromettere l’adesione del rivestimento. ALSAN FLASHING EASYLASTIC TOP si applica con temperature comprese tra 5 °C e 35 °C e su supporti minerali con umidità non superiore al 5% in peso.

I punti più delicati richiedono un’attenzione particolare. Il rinforzo è sempre necessario nei risvolti verticali e attorno ai corpi emergenti. Prima del rinterro va inoltre prevista una protezione meccanica idonea, per evitare che le lavorazioni o il contatto con il terreno danneggino lo strato impermeabile.

L’efficacia dell’intervento dipende quindi dall’insieme delle scelte progettuali e di posa: valutare la presenza d’acqua, curare i raccordi, gestire il drenaggio e proteggere il rivestimento. Una fondazione impermeabilizzata correttamente nasce da un sistema pensato per le condizioni reali del cantiere e per quelle che la struttura dovrà affrontare nel tempo.